Domenica 22 maggio S. Rita - Santa Marina Filandari

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Domenica 22 maggio S. Rita

Anno 2011 > Maggio



La Basilica Santuario di S. Rita in Cascia offre a tutti i visitatori una significativa occasione di riflessione e di preghiera. Il Signore infatti ci ha dato in S. Ritaun singolare esempio di amore. L’amore è stato la sua forza vitale e dall’amore venne sempre guidata nei vari momenti della sua vita prima come moglie e madre e poi come monaca agostiniana. Grande è in verità la sua disponibilità al perdono, il suo desiderio di pace, la sua capacità di vivere la sofferenza. Chiunque si accosta al suo messaggio non può non restare attratto dalla ricchezza delle sue virtù.Virtù che ella attinse alla grande scuola spiritualedel suo protettore S.  Agostino. Allieva del Beato agostiniano Simone da Cascia, che riposa accanto a lei, ed affascinata da S. Nicola da Tolentino, anch’egli agostiniano, Rita è una gloria della Famiglia agostiniana, che da sempre continua la sua operapresso la Basilica Santuario di Cascia. Basilica Santuario rinnovata e arricchita, a metà del secolo scorso, dalla Beata Maria Teresa Fasce, Superiora del Monastero, che è venerata anch’essa accanto a Rita.


LA VITA


Santa Rita nacque nel 1381 e morì il 22 maggio 1457. Queste due date tradizionali vennero accettate dal papa Leone XIII quando la proclamò Santa il 24 maggio 1900. Rita, figlia unica di Antonio Lotti e Amata Ferri, nacque a Roccaporena ( circa 5 chilometri da Cascia ) e fu battezzata a Cascia con il nome di Margherita. I genitori erano pacieri di Cristo nelle lotte politiche e familiari fra guelfi e ghibellini; diedero il meglio di sè nell'educazione di Rita, insegnandole anche a leggere e scrivere.Verso i sedici anni Rita sposò Paolo di Ferdinando Mancini, giovane ben disposto, ma “risentito”; ben presto ebbe due figli maschi. Con una vita semplice, ricca di preghiera e di virtù, tutta dedita alla famiglia, ella aiutò il marito a convertirsi e a condurre una vita onesta e laboriosa. La sua esistenza di sposa e di mamma fu sconvolta dall'assassinio del marito, vittima dell'odio tra le fazioni. Rita riuscì ad essere coerente con il Vangelo, perdonando pienamente, come Gesù, chi le stava
procurando tanto dolore. I figli, invece, influenzati dall'ambiente e dai parenti erano tentati dalla vendetta. La mamma, per evitare che si rovinassero umanamente e spiritualmente, chiese a Dio piuttosto la loro morte che saperli macchiati di sangue; entrambi morirono di malattia in giovane età. Rita, vedova e sola, pacificò gli animi e riconciliò le famiglie con la forza della preghiera e dell'amore; quindi potè entrare nel monastero agostiniano di santa Maria Maddalena a Cascia, ove visse per quarant'anni, servendo Dio ed il prossimo con una generosità gioiosa e attenta ai drammi del suo ambiente e della Chiesa del suo tempo. Negli ultimi quindici anni Rita ebbe sulla fronte la stigmata di una delle spine di Cristo, completando così nella sua carne i patimenti di Gesù. Fu venerata come santa subito dopo la sua morte come è attestato dal sarcofago ligneo e dal Codex Miraculorum, documenti che sono entrambi del 1457. Le sue ossa dal 18 maggio 1947 riposano nel Santuario nell'urna di argento di cristallo eseguita nel 1930. Recenti ricognizioni mediche hanno affermato che sulla fronte a sinistra vi sono tracce di una piaga ossea aperta ( osteomielite ). Il piede destro ha segni di una malattia sofferta negli ultimi anni, forse una sciatalgia, mentre la sua statura era di cm 157. Il viso e le mani ed i piedi sono mummificati, mentre sotto l'abito di suora agostiniana vi è l'intero scheletro.





 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu